Il trust e il vincolo di destinazione: le principali differenze


Per porre a confronto l’istituto del trust con quello del vincolo di destinazione si può evidenziare quanto segue.

Riguardo ai beni che sono oggetto degli istituti in oggetto, nel trust i beni costituiscono una massa distinta e non fanno parte del patrimonio del trustee ma sono intestati a nome di quest’ultimo (o di un’altra persona per conto del trustee) e il trustee deve rendere conto, amministrare e gestire o disporre dei beni, secondo i termini del trust e le norme particolari impostegli dalla legge; i  beni conferiti nel trust sono posti al riparo da eventuali pretese di altri soggetti terzi, in particolare dai creditori del settlor/disponente e dai creditori dei beneficiari. Nel caso del vincolo di destinazione i beni conferiti o i loro frutti possono essere impiegati solo per la realizzazione del fine di destinazione ben definito in sede di costituzione del vincolo e anche in tal caso si ha una segregazione patrimoniale dei beni destinati a una certa finalità meritevole di tutela dal residuo patrimonio del soggetto conferente; si tratta di una segregazione unidirezionale nel senso che i beni destinati possono essere aggrediti solo dai creditori il cui credito sia collegato causalmente alla destinazione e non già dai creditori diversi e personali del soggetto conferente, salvo quanto previsto dall’art. 2915 cod. civ.

Generalmente qualsiasi tipo di bene può formare oggetto di trust mentre solo i beni immobili e i beni mobili registrati possono formare oggetto di vincolo di destinazione.

Riguardo ai soggetti coinvolti, poi, nel trust sono sempre presenti le seguenti figure: un settlor/disponente che si spoglia della proprietà di uno o più beni per trasferirla a un altro soggetto, detto trustee che riceve detti beni per amministrarli a favore di uno o più beneficiari (c.d. trust beneficiaries) o per uno scopo stabilito dal disponente. Nel vincolo di destinazione si ha sempre il soggetto che dispone il vincolo e il beneficiario che può essere una persona con disabilità, una pubblica amministrazione, un ente o una persone fisica e poi, vi è una figura eventuale che è quella del gestore o attuatore del vincolo che viene nominato dal conferente per amministrare il vincolo e gestire i beni vincolati.

Il trust, essendo previsto ma non disciplinato dall’ordinamento italiano, deve essere regolamentato dalla legge di un altro paese che viene scelta dal disponente tra le leggi esistenti regolatrici di trusts; il vincolo di destinazione, invece, è disciplinato da un’apposita norma del Codice civile: l’art. 2645-ter c.c.

Relativamente alla durata, il vincolo di destinazione non può superare i novant’anni o la durata della vita del beneficiario mentre la durata del trust dipende dalle previsioni della legge applicabile.

Riguardo alle modalità di costituzione, il trust può essere costituito oltre che per atto inter vivos anche per testamento, in via diretta o indiretta; il vincolo di destinazione può essere costituito per atto inter vivos e per testamento in via indiretta mentre è dubbio se possa essere costituito in via diretta per testamento ma la dottrina prevalente ammette tale possibilità.

Un’altra differenza che è stata rilevata dalla dottrina riguarda la meritevolezza degli interessi in quanto tale meritevolezza per gli interessi che il trust promuove è data per acquisita, mentre nel caso del vincolo di destinazione gli interessi meritevoli di tutela sottesi al vincolo, oltre a dover essere esplicitati nell’atto di costituzione, devono essere valutati in modo stringente e devono essere prevalenti rispetto agli interessi sacrificati dei creditori del disponente estraneo al vincolo.

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Trust and destination constraint: the main differences

In order to compare the trust institution with that of the destination constraint, the following can be highlighted.

With regard to the assets that are the object of the institutions in question, in the trust the assets constitute a distinct mass and are not part of the trustee’s assets but are registered in the name of the latter (or of another person on behalf of the trustee) and the trustee must account for, administer and manage or dispose of the assets, according to the terms of the trust and the specific rules imposed on him by law; the assets transferred to the trust are protected from any claims by other third parties, in particular by the creditors of the settlor/settlor and by the creditors of the beneficiaries. In the case of the destination constraint, the assets transferred or their fruits can only be used for the realization of the destination purpose well defined at the time of the establishment of the constraint and also in this case there is a patrimonial segregation of the assets destined for a certain purpose worthy of protection from the residual assets of the transferor; this is a one-way segregation in the sense that the assets assigned can be attacked only by creditors whose credit is causally linked to the destination and not by the different and personal creditors of the transferor, except as provided for by art. 2915 of the civil code.

Generally, any type of asset can be the object of a trust while only real estate and registered movable assets can be the object of a destination restriction.

With regard to the subjects involved, the following figures are always present in the trust: a settlor/settlor who divests himself of the ownership of one or more assets to transfer it to another subject, called a trustee who receives said assets to administer them in favor of one or more beneficiaries (so-called trust beneficiaries) or for a purpose established by the settlor. In the destination constraint there is always the subject who arranges the constraint and the beneficiary who can be a person with disabilities, a public administration, an entity or a natural person and then, there is a possible figure which is that of the manager or implementer of the constraint who is appointed by the grantor to administer the constraint and manage the restricted assets.

The trust, being foreseen but not regulated by the Italian legal system, must be regulated by the law of another country that is chosen by the settlor from the existing laws regulating trusts; the destination constraint, however, is regulated by a specific provision of the Civil Code: art. 2645-ter c.c.

Regarding the duration, the destination constraint cannot exceed ninety years or the duration of the life of the beneficiary while the duration of the trust depends on the provisions of the applicable law.

Regarding the methods of constitution, the trust can be established not only by an inter vivos act but also by a will, directly or indirectly; the destination constraint can be established by inter vivos act and by will indirectly while it is doubtful whether it can be established directly by will but the prevailing doctrine admits this possibility.

Another difference that has been noted by the doctrine concerns the merit of the interests since such merit for the interests that the trust promotes is taken for granted, while in the case of the destination constraint the interests worthy of protection underlying the constraint, in addition to having to be made explicit in the deed of constitution, must be assessed stringently and must prevail over the sacrificed interests of the creditors of the settlor who is not part of the constraint.

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